Cos'è l'angioplastica percutanea?

L'angioplastica transluminale percutanea è una tecnica di radiologia interventistica che consiste nel dilatare un'arteria ristretta (stenosi) o occlusa (occlusione) mediante un palloncino gonfiato sotto pressione e introdotto tramite catetere, talvolta associata al posizionamento di uno stent (molla metallica autoespandibile) per mantenere il calibro del vaso.

È indicata principalmente nell'arteriopatia obliterante degli arti inferiori (AOAI), patologia legata all'aterosclerosi che colpisce dal 3 al 10% della popolazione dopo i 50 anni. Permette di ripristinare il flusso sanguigno nelle arterie delle gambe interessate, senza chirurgia aperta.

Cifre chiave

L'angioplastica percutanea dilata l'arteria ristretta o occlusa mediante catetere, in anestesia locale e in day hospital — senza incisione chirurgica maggiore.

CriterioDati
AnestesiaLocale — day hospital
Indicazione principaleArteriopatia obliterante degli arti inferiori (AOAI)
Prevalenza AOAI3–10% della popolazione oltre i 50 anni
Presa in caricoRimborsata dall'assicurazione sanitaria francese — nessun costo aggiuntivo

Dati convalidati dal team del Prof. Anthony Dohan, Dipartimento di Radiologia Interventistica, Ospedale Cochin AP-HP, Université Paris Cité.

Come si svolge la procedura?

In anestesia locale, un catetere viene introdotto tramite un'arteria (solitamente inguine o polso) e fatto avanzare fino al tratto ristretto o occluso. Un palloncino viene gonfiato per dilatare il vaso; se necessario, viene posizionato uno stent per garantire un risultato duraturo.

Quali risultati aspettarsi?

L'angioplastica ripristina efficacemente il flusso sanguigno nella maggior parte dei casi e allevia i sintomi (dolore alla deambulazione, disturbi della cicatrizzazione). Un follow-up clinico e strumentale regolare monitora la pervietà a lungo termine del vaso trattato.

Domande frequenti

Sì, per molte lesioni l'angioplastica offre risultati comparabili con un'invasività notevolmente inferiore, senza grande incisione chirurgica.
La pervietà a lungo termine dipende dal tipo di lesione e dall'uso di uno stent. Un follow-up regolare permette di individuare precocemente un'eventuale restenosi.

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Redatta dal team di Radiologia Interventistica dell'Ospedale Cochin AP-HP, Université Paris Cité. Revisione medica a cura di un radiologo interventista del reparto. Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

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