Risposta rapida
La fascite plantare provoca un dolore al tallone refrattario, talvolta resistente per diversi mesi ai trattamenti convenzionali. L'embolizzazione delle arterie plantari, in regime ambulatoriale e senza chirurgia, è un'opzione per i pazienti in cui un trattamento conservativo prolungato ha fallito.
Un dolore al tallone che non passa?
La fascite plantare (o aponeurosite plantare) colpisce la fascia, l'ampia banda di tessuto fibroso che sostiene la volta plantare, dal tallone fino alla base delle dita. Si manifesta tipicamente con un dolore acuto sotto il tallone fin dai primi passi del mattino, che si attenua camminando e può ricomparire a fine giornata. Nella grande maggioranza dei pazienti guarisce con un trattamento conservativo ben condotto in alcuni mesi.
Ma in una minoranza di pazienti il dolore persiste oltre 6-12 mesi nonostante il riposo, la fisioterapia, le ortesi plantari e le infiltrazioni. Si parla allora di fascite plantare cronica e refrattaria. È in questa situazione precisa che l'embolizzazione arteriosa, una tecnica di radiologia interventistica, può essere proposta come alternativa alla chirurgia.
In breve
Nelle forme croniche, attorno alla fascia infiammata si sviluppano microvasi anomali che mantengono il dolore. L'embolizzazione blocca selettivamente questi vasi mediante catetere, in anestesia locale, in regime ambulatoriale.
| Criterio | Dati |
|---|---|
| Indicazione | Dolore persistente da più di 6-12 mesi nonostante un trattamento conservativo ben condotto |
| Anestesia / ricovero | Locale: ambulatoriale, gesto di meno di un'ora |
| Non preclude nulla | Non modifica la fascia stessa: la chirurgia resta possibile in caso di insuccesso |
| Presa in carico | Rimborsata dall'Assicurazione Sanitaria a Cochin AP-HP: nessun supplemento di onorari |
Dati validati dal team del Prof. Anthony Dohan, Dipartimento di Radiologia Interventistica, Ospedale Cochin AP-HP, Université Paris Cité.
Come si svolge l'embolizzazione?
In anestesia locale, un catetere viene introdotto attraverso una minuscola puntura al polso o alla piega inguinale, poi guidato dall'imaging fino alle arterie che irrorano la zona dolorosa del tallone (rami dell'arteria tibiale posteriore o peroneale). Vengono iniettate microparticelle per occludere selettivamente i vasi anomali responsabili dell'infiammazione cronica, risparmiando la vascolarizzazione normale del piede. Il gesto dura generalmente meno di un'ora e non richiede ricovero.
Quali risultati aspettarsi?
L'embolizzazione della fascite plantare è una tecnica relativamente recente in radiologia interventistica, ma il cui profilo di sicurezza è oggi ben documentato. Le serie pubblicate riportano tassi di successo tecnico prossimi al 100 %, un netto miglioramento del dolore nelle settimane successive al gesto e risultati che si mantengono nella maggior parte dei pazienti oltre i due anni di follow-up. Le complicanze gravi sono rare; gli effetti più frequentemente riportati sono un fastidio transitorio al tallone o un lieve ematoma nel punto di puntura.
Come per ogni tecnica recente, i dati di follow-up a lunghissimo termine (oltre i 3-4 anni) sono ancora in fase di consolidamento nella letteratura.
Per chi è indicata questa tecnica?
- Fascite plantare in evoluzione da più di 6-12 mesi
- Fallimento di un trattamento conservativo ben condotto (riposo, fisioterapia, ortesi, infiltrazioni)
- Conferma della neovascolarizzazione all'ecografia-Doppler del piede
- Desiderio di evitare o ritardare un intervento chirurgico sull'aponeurosi plantare
Domande frequenti
Cos'è l'embolizzazione della fascite plantare?
Da quando si parla di fascite plantare cronica?
L'embolizzazione della fascite plantare è dolorosa?
Posso camminare normalmente dopo l'intervento?
Devo interrompere lo sport dopo la procedura?
La procedura è coperta dalla Sicurezza Sociale?
Quali esami portare al consulto?
✅ Prestazione rimborsata dall'Assicurazione Sanitaria · Nessun supplemento di onorari · Ospedale Cochin AP-HP
Novità scientifica: revisione 2026 sull'embolizzazione muscolo-scheletrica
Una revisione narrativa pubblicata nell'ottobre 2026 su CVIR Endovascular (Pelage JP, Aldalmani T, Geevarghese R, Zhang N, Jegonday MA, Berry G, Dohan A, Fohlen A, Grange S) classifica le indicazioni dell'embolizzazione arteriosa muscolo-scheletrica in base al livello di evidenza. Le indicazioni emostatiche e alcune indicazioni tumorali sono consolidate. L'embolizzazione a scopo antalgico, compresa quella genicolare e quella delle tendinopatie, viene eseguita come gesto mini-invasivo isolato che ha come bersaglio la neovascolarizzazione patologica. I dati restano eterogenei: gli autori sottolineano l'importanza della selezione dei pazienti, della valutazione standardizzata dei risultati e di nuovi studi comparativi per precisare la durata dell'effetto e l'interesse clinico. Essa affronta l'embolizzazione delle tendinopatie croniche, argomento di questa pagina.
Perché questa pagina è affidabile
Redatta dal team di Radiologia Interventistica dell'Ospedale Cochin AP-HP, Université Paris Cité. Revisione medica a cura di un radiologo interventista del reparto. Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Dolori dell'apparato locomotore: il servizio di MPR di Cochin
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Segreteria MPR, Edificio Hardy B, ospedale Cochin, 27 rue du Faubourg Saint-Jacques, 75014 Parigi
